Qualche tempo fa mi sono imbattuto in un articolo molto interessante sul sito Economia Personale di Graziano Delucchi, intitolato “La teoria dei barattoli: il metodo semplice e geniale per gestire il tuo denaro come fanno i ricchi”.
L’articolo spiegava come T. Harv Eker, nel suo bestseller I segreti della mente milionaria, proponga di dividere le entrate economiche in diversi “barattoli”, ognuno con uno scopo preciso: spese quotidiane, investimenti, formazione, divertimento, beneficenza.
Un concetto semplice, ma potentissimo: se non sai gestire le piccole somme, difficilmente saprai gestire grandi capitali. E mentre leggevo, ho pensato: ma questa idea vale anche per il tiro dinamico sportivo!
Perché i barattoli servono anche al tiratore
Spesso chi si avvicina al tiro dinamico pensa che allenarsi significhi soltanto sparare al poligono. È un po’ come chi crede che per diventare ricco basti guadagnare di più. La verità è che, così come il denaro va organizzato per non disperdersi, anche l’allenamento del tiratore va distribuito in barattoli, ognuno con un compito preciso.
Un altro aspetto fondamentale è che, se vuoi crescere nel tiro dinamico – come in qualunque campo – non puoi improvvisare. Non puoi arrivare davanti al bersaglio senza sapere esattamente cosa allenerai in quella sessione, sia essa in bianco o al poligono. Deve esserci una programmazione chiara a monte, che segui con disciplina e che ti permetta anche di misurare i progressi. Solo così puoi davvero avanzare.
I 6 barattoli del tiratore dinamico
1. Dry Fire – Allenamento in bianco
È il barattolo più “economico” ma anche tra i più efficaci. Estrazioni, impugnatura, ricariche, mira a secco. Bastano pochi minuti al giorno davanti a uno specchio per costruire automatismi solidi. Puoi praticare anche senza arma. P.s. ricordati le regole del colonnello Cooper, la sicurezza è una tua responsabilità.
2. Preparazione fisica
Il tiro dinamico è movimento, equilibrio, resistenza. Qui ci metti corsa, esercizi in palestra, stretching e prevenzione infortuni. Un corpo allenato regge meglio la fatica di una gara e risponde più velocemente agli stimoli. Ovviamente il mio consiglio è sempre quello di consultare un professionista del settore per una scheda di allenamento e se lo ritieni opportuno una visita dal tuo medico sportivo di fiducia è una ottima idea
3. Mental training
La mente è il vero grilletto. Visualizzazione, training autogeno, meditazione, esercizi di respirazione. Senza focus e gestione dello stress, la tecnica si sgretola. Anche non hai molta dimestichezza con questo aspetto del tiro, puoi andare tranquillamente su youtube e trovi sicuramente un qualcosa adatto alle tue competenze.
4. Formazione e conoscenza
Studiare video, libri, tutorial, corsi, osservare i campioni. Questo barattolo nutre la tua crescita a lungo termine. Ogni informazione assimilata diventa un’arma in più al tuo fianco. Se poi hai un minimo di conoscenza delle neuroscienze, saprai che esistono i neuroni specchio, quindi se guardi qualcuno che esegue un’azione, nel tuo cervello si attivano le stesse aree di colui che compie l’azione con conseguente attivazione dei muscoli correlati. E ti pare poco?
5. Attrezzatura e ricarica
Manutenzione dell’arma, cura della buffetteria, ricarica delle cartucce. Un caricatore sporco o una cartuccia mal fatta possono rovinare uno stage intero. Per quanto riguarda l’allenamento alcune cose possono essere trascurate, ma quando si tratta di gara, non puoi permetterti nessun errore, almeno di quelli “calcolabili”.
6. Allenamento a fuoco
Il banco di prova: il poligono, il cronometro, gli stage. Qui metti alla prova quanto allenato negli altri barattoli. È la parte più affascinante, ma se rimane l’unica rischia di diventare tempo e soldi sprecati.
Anche con poco tempo funziona
Qualcuno potrebbe obiettare: “Ma io non sono un professionista, non posso allenarmi due volte al giorno come Ben Stoeger!”.
È vero. Ma proprio come nella finanza, non conta solo quanto investi, ma come lo distribuisci. Anche con poco tempo, se suddividi bene i tuoi barattoli, eviti squilibri e cresci in modo costante.
Io stesso, in passato, ho trascurato il “barattolo fisico” per dare più spazio a quello tecnico. Risultato? Mi sono presentato a una gara poco preparato dal punto di vista atletico, e ne ho pagato le conseguenze in termini di tempi e lucidità. Da allora, ho capito che ogni barattolo ha il suo peso e va riempito con regolarità.
Un piccolo aneddoto sui barattoli
A proposito di barattoli, c’è un dettaglio curioso. Brian Enos, grande campione IPSC, descriveva i tiratori della domenica come quelli che vanno al poligono “solo per innaffiare di piombo il parapalle”. Nel nostro ambiente sportivo, questi tiratori vengono spesso chiamati “barattolari”, perché ricordano le scene dei vecchi film western in cui i cowboy si allenavano sparando ai barattoli messi in fila.
E allora permettimi una battuta: non fare il barattolaro della domenica. Usa invece i tuoi “barattoli” per costruire, con metodo e passione, il percorso che ti porterà a diventare un vero campione di tiro dinamico.
Conclusione: disciplina e metodo
La teoria dei barattoli applicata al tiro dinamico non è solo una metafora: è un metodo pratico per organizzare il tuo percorso sportivo. Ti aiuta a:
- non trascurare nessuna area importante,
- allenarti con costanza,
- crescere passo dopo passo, barattolo dopo barattolo.
Non serve essere professionisti per allenarsi con metodo. Serve piuttosto la disciplina di suddividere il proprio tempo e le proprie energie. E allora, proprio come succede con il denaro ben gestito, anche i tuoi progressi nel tiro dinamico cresceranno nel tempo, in modo costante e solido.









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