Mi chiamo Mauro D’Alessandro
Tiro da una vita. Sono agonista FITDS dal 2006, istruttore federale di 2° livello Fitds CONI, fisioterapista, osteopata, naturopata, mental coach. Ah, e sparo. Tanto.
Le arti marziali mi hanno insegnato a conoscere il mio corpo e la mia mente. Ho fatto Judo, Karate, Kick Boxing, Krav Maga. Ho gestito una palestra per 30 anni. Tradotto: so cosa funziona e cosa è fuffa. E ho visto più errori di quanti ne possa contare.
Mi chiamo Mauro D’Alessandro
Tiro da una vita. Sono agonista FITDS dal 2006, istruttore federale di 2° livello Fitds CONI, fisioterapista, osteopata, naturopata, mental coach. Ah, e sparo. Tanto.
Le arti marziali mi hanno insegnato a conoscere il mio corpo e la mia mente. Ho fatto Judo, Karate, Kick Boxing, Krav Maga. Ho gestito una palestra per 30 anni. Tradotto: so cosa funziona e cosa è fuffa. E ho visto più errori di quanti ne possa contare.
Sparare mi è sempre piaciuto. Ho iniziato a 16 anni con lo skeet. Spoiler: facevo schifo. Il fucile e io non andavamo d’accordo. Poi ho scoperto l’arma corta mentre ero sottufficiale in Marina.
Pistola di servizio? Mitica Beretta 51. Il tiro lento mirato mi stava stretto. Volevo velocità. Dinamismo. Ho provato IDPA. Poi, per caso, ho incontrato Alessandro Botticelli. Un tizio che tirava meglio di me. E mi ha fatto entrare nel mondo del tiro dinamico sportivo. Da lì, mai più tornato indietro.
Risultati? Eccoli:
2° posto assoluto senior Extreme 2010
Oro a squadre Mondiali di Rodi 2011
Oro a squadre Mondiali Florida 2014
Oro a squadre Europei Ungheria 2016
Oro a squadre Mondiali Francia 2017
Oro a squadre Europei Corinto 2023
2° assoluto super senior Europei Corinto 2023
Il problema del tiro dinamico?
Nessuno ti dice niente di utile.
Tutto si impara per sentito dire. I campioni hanno mille teorie, spesso contraddittorie. E il risultato? Confusione. Perdita di tempo. Soldi buttati. Gente che molla.
Io sono qui per darti roba pratica. Niente filosofia. Niente pippe mentali. Solo esercizi che puoi fare subito. Perché il problema non è quanto ti alleni. È COME ti alleni. Ripetilo: non è QUANTO, è COME.
E sai cosa? Non devi nemmeno sparare mille colpi a settimana. La maggior parte dell’allenamento si fa in bianco. A secco. Così non spendi un capitale in munizioni e migliori DAVVERO. Perché allenarsi male significa solo consolidare errori.
Errori comuni? Eccoli:
Non allenare la vista
Se non vedi bene il bersaglio, non lo colpisci. Banale, ma quasi nessuno lo capisce. E se ti dico di scaldare gli occhi prima di sparare, mi guardi come se fossi pazzo.
Impugnatura sbagliata
Se la pistola ti balla in mano, il rinculo ti massacra. Poi ti lamenti che sei lento. La colpa non è della pistola. Sei tu.
Postura da pensionato
Se il tuo assetto è sbagliato, ogni colpo ti fa perdere tempo. Sei un tiratore, non una statua.
La verità?
Se vuoi migliorare, devi essere disposto a cambiare. E a ripartire da zero, se serve.
Se compri un pianoforte oggi e lo suoni per dieci anni, forse una canzone la tiri fuori. Ma se ti alleni con metodo, in sei mesi fai molto di più. Vale anche per il tiro. I campioni non fanno cose strane. Fanno i fondamentali. Sempre. Li ripetono fino alla nausea. Quindi se vuoi migliorare, devi farlo anche tu. Io ti darò gli esercizi. Ti serviranno solo tre minuti al giorno. Tre. Non hai scuse.
