Perché sei qui
Se hai superato i cinquant’anni non hai bisogno che qualcuno ti ricordi quanti anni hai. Lo sai.
Lo sai quando compili un modulo.
Lo sai quando guardi la data di nascita sulla carta d’identità.
E, qualche volta, lo sai anche la mattina dopo un allenamento particolarmente intenso.
Ma se stai leggendo queste pagine significa probabilmente una cosa molto semplice: non hai ancora finito. Ed è da qui che voglio partire.
Non da quello che non puoi più fare. Non da quello che facevi vent’anni fa. Non da quello che “alla tua età” dovresti smettere di fare.
Voglio partire da una domanda diversa: che atleta sei oggi?
Il tempo passa. Il corpo cambia. Il recupero può cambiare. Il modo in cui rispondi all’allenamento può cambiare. Alcune qualità possono diminuire. Altre possono rimanere sorprendentemente stabili.
Altre ancora possono migliorare grazie all’esperienza, alla tecnica e alla conoscenza di te stesso. Il problema nasce quando ogni cambiamento viene spiegato con una frase sola: “È l’età.”
Una frase che sembra spiegare tutto e che, invece, molto spesso spiega pochissimo. Io questo problema non lo osservo soltanto dall’esterno. Ci vivo dentro.
Sono un fisioterapista, osteopata, preparatore, istruttore e atleta. Continuo ad allenarmi.
Continuo a gareggiare. Continuo a confrontarmi con il cronometro, con gli altri e soprattutto con me stesso.
Per questo molte delle domande che oggi rivolgo agli altri, prima ho dovuto rivolgerle a me stesso. E una cosa l’ho imparata: quando qualcosa non funziona nella prestazione, raramente esiste una sola causa.
Può esserci una componente fisica. Tecnica. Visiva. Può riguardare il recupero, il modo in cui ti alleni o quello che succede nella tua testa quando entri in gara.
Questo libro serve proprio a cominciare a distinguere queste cose. Non troverai una scheda universale per l’atleta over 50. Non troverai una formula per tornare quello che eri vent’anni fa. Troverai invece un modo diverso di guardare la tua prestazione. Perché dopo una certa età la domanda più utile non è:
“Come faccio a tornare quello di prima?” Ma: “Che cosa sta realmente cambiando nella mia prestazione?”
E forse, alla fine, scoprirai che non hai bisogno di tornare quello che eri. Hai bisogno di capire chi sei oggi e che cosa puoi ancora diventare.






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