C’è un momento, nel tiro dinamico, in cui tutto sembra rallentare. Il colpo parte, ma non sei tu a farlo. È come se l’arma, la mira, la mente e il corpo si muovessero insieme, guidati da qualcosa di più profondo. Quel momento… è il Controllo Sequenziale Progressivo (CSP).
Un’origine che pochi conoscono
Tanti anni fa, prima che iniziassi a vincere gare internazionali o a insegnare il tiro dinamico sportivo come istruttore di secondo livello FITDS e SNAQ-CONI, ero — e sono ancora — un fisioterapista, osteopata, naturopata e mental coach. Un uomo che ha dedicato più di trent’anni alla comprensione del corpo umano, della mente e delle loro straordinarie connessioni.
Ed è proprio in quel mondo, quello della riabilitazione neurologica, che ho incontrato il concetto che avrebbe rivoluzionato anche il mio approccio al tiro: il Controllo Sequenziale Progressivo, teorizzato dal Prof. Carlo Perfetti.
Perfetti ci insegnava che il movimento non è mai solo muscolo o riflesso. È un atto cognitivo: pensato, scelto, costruito. Una sinfonia tra cervello e corpo. E quando ho letto queste parole, ho sentito un richiamo.
Dalla clinica al campo di tiro
Per anni ho aiutato persone a riacquistare le proprie funzioni motorie, passo dopo passo. Con la stessa pazienza, con la stessa attenzione. Così, quando sono entrato nel mondo del tiro dinamico, mi sono accorto che tanti errori — miei e degli altri tiratori — non erano tecnici. Erano mentali.
Pensare troppo. Pensare troppo avanti. Fare tutto insieme. La mente che correva più veloce del corpo.
E allora ho preso il CSP, nato nei corridoi di un centro riabilitativo, e l’ho portato sul campo, tra fondine, timer e bersagli.
A proposito di preparazione mentale, leggi anche “Visualizzazioni e preparazione mentale nel tiro dinamico sportivo“.
Il potere del “fare una cosa alla volta”
Immagina uno stage semplice: estrai l’arma, due bersagli frontali, spostamento a sinistra, altri tre bersagli dietro copertura.
Il tiratore inesperto comincia a sparare… ma la sua testa è già a sinistra, dietro il riparo. Il corpo lo segue, ma male. Mira imprecisa, colpi anticipati. Qualcosa si perde.
Il tiratore esperto, invece, sta nella sequenza. Non ha fretta. Eppure è veloce. Perché ogni fase è chiara. Perché nella sua mente c’è una checklist invisibile:
- Ora estraggo.
- Ora miro.
- Ora sparo.
- Ora mi muovo.
- Ora riparto.
E ogni gesto scivola nel successivo, come note suonate al momento giusto.
Come si allena il CSP?
Te lo dico con il cuore: non si tratta solo di tecnica. È un allenamento dell’anima, della mente, della percezione.
Ho preso ispirazione dal metodo Suzuki, usato per insegnare il violino ai bambini. Ho studiato Ben Hogan, leggenda del golf, che eseguiva lo swing al rallentatore per correggere ogni micro-movimento. Ho osservato Rafael Nadal ripetere gli stessi gesti prima della battuta — sempre gli stessi, sempre con la stessa intensità.
E nel mio piccolo, li ho adattati al tiro:
- Visualizzazione: occhi chiusi, immaginare ogni singola fase, come in un film al rallentatore.
- Dry fire a fasi: separare ogni segmento dell’azione, come se ognuno fosse un mondo a sé.
- Allenamento in poligono, lento e consapevole: non per “andare piano”, ma per sentire cosa succede in ogni passaggio.
La trasformazione
Il CSP non ti rende solo più ordinato. Ti rende più presente. Più lucido. Più pericoloso, nel senso nobile del termine. Perché quando sei dentro la sequenza, quando ogni passaggio ha senso, diventi come acqua che scorre: senza sforzo, ma inarrestabile.
E sai qual è la cosa più bella? Che chiunque può farlo. Non serve essere un fenomeno. Serve solo ascoltare, praticare, ripetere.
È così che sono arrivato ai podi internazionali. È così che cerco di formare i miei allievi. Un gesto alla volta. Una scelta alla volta.
Conclusione: un invito
Se sei un tiratore che sente di avere dentro qualcosa in più, ma non riesce a tirarlo fuori… Se durante uno stage la tua mente scappa, corre, anticipa, e ti ritrovi a fare errori che “non dovresti fare”… Allora il CSP può essere il tuo compagno di viaggio.
Io l’ho portato con me dalla fisioterapia al podio, dal lettino al campo di tiro. E se vuoi, posso aiutarti a farlo entrare anche nel tuo modo di sparare.
Continua a seguirmi sul blog e ben presto imparerai come allenare mente, corpo e tecnica. Non per diventare più veloci. Ma per diventare più completi.
Perché il vero bersaglio non è solo il cartoncino, È il nostro pieno potenziale.









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