Sparare bene non è affatto facile. Anzi, chi dice il contrario non ha mai veramente affrontato i fondamentali del tiro dinamico. Se fosse una passeggiata, saremmo tutti cecchini da competizione. Ma la verità è un’altra: serve testa, tecnica, controllo fisico e mentale. È un’abilità complessa, e solo chi è disposto a lavorare duro sui principi di base riesce davvero a sbloccare il proprio potenziale.
Questo concetto te l’ho già esposto: se vuoi eccellere nel tiro, devi padroneggiare i fondamentali, devi averne la perfetta padronanza. Sono il pilastro su cui si costruisce tutto il resto. Il problema è che spesso nei poligoni, sui social o nei vari ambienti del settore si sente parlare di fondamentali in maniera vaga o distorta. O, peggio ancora, si tende a confondere i fondamentali con aspetti più avanzati del tiro, perdendo così di vista ciò che davvero conta.
Tutti parlano di fondamentali, ma pochi sanno davvero cosa sono
Molti considerano fondamentali concetti come la precisione e la velocità. Altri pensano che lo siano i brandeggi, le cadenze di tiro, i cambi caricatore e gli spostamenti. Per qualcuno l’estrazione e la mira sono fondamentali, per altri ancora esercizi specifici come il Bill Drill o El Presidente rappresentano la base del tiro. E poi c’è chi dice che tutti questi elementi messi insieme costituiscano i fondamentali.
Ma secondo il mio modesto parere, qui c’è un po’ di confusione. E quando c’è confusione, la cosa migliore da fare è fermarsi un attimo e fare chiarezza.
Tutte le abilità e le qualità appena citate non sono i fondamentali, bensì abilità avanzate, determinanti al fine di ottenere un risultato soddisfacente, ma costruite sui fondamentali. E visto che parliamo di fondamenta, facciamo un’analogia con l’edilizia: per costruire un palazzo, la prima cosa necessaria sono le fondamenta. Più sono solide, più l’edificio sarà stabile e duraturo. Se invece le fondamenta sono deboli o addirittura inesistenti, prima o poi tutto quello che ci si costruisce sopra crollerà. È inevitabile.
I fondamentali sono invisibili, ma reggono tutto
Ed è proprio questa la cosa incredibile: i fondamentali sono così essenziali e determinanti, eppure spesso vengono ignorati o sottovalutati. Perché? Perché sono “invisibili”. Stanno sotto terra, proprio come le fondamenta di un palazzo. Non li vedi direttamente, ma vedi il loro risultato. Se un tiratore è veloce, preciso e fluido, significa che ha costruito delle basi eccellenti. Se invece il suo tiro è incerto, instabile o impreciso, è quasi certo che i fondamentali non siano stati sviluppati adeguatamente.
I fondamentali del tiro dinamico, quelli veri, sono cinque:
- GRIP (impugnatura) – L’uso delle mani è cruciale. Impugnatura a due mani, mano forte e mano debole. La corretta gestione dell’arma inizia proprio da qui, e vedremo ogni aspetto nei dettagli.
- STANCE (postura) – Le principali posture hanno vantaggi e svantaggi, e scegliere quella più adatta alle proprie caratteristiche fisiche o esigenze è fondamentale.
- SIGHT (mira) – Composta da due elementi fondamentali:
- Sight alignment (allineamento delle mire)
- Sight picture (immagine del bersaglio attraverso le mire)
- TRIGGER CONTROL (scatto) – Il modo in cui premi il grilletto influisce direttamente sulla precisione del colpo. Anche il miglior allineamento delle mire è inutile se lo scatto è eseguito male.
- FOLLOW THROUGH (seguire il colpo) – Il lavoro che continua dopo lo sparo è determinante per mantenere il controllo e l’efficacia nel tiro successivo.
Tutte le abilità avanzate si costruiscono su una perfetta padronanza di questi elementi.
Prima ho menzionato la precisione, ma se non sei preciso, i colpi sul bersaglio non ci saranno! Allora perché la precisione non è nell’elenco? Perché la precisione è figlia di almeno tre fondamentali, se non di quattro! Il grip, la mira e il controllo dello scatto sono i principali responsabili della precisione. Se anche solo uno di questi tre aspetti è scadente, il risultato sarà inevitabilmente scadente o insoddisfacente.
Ripeto il concetto: se vuoi eccellere nel tiro, devi padroneggiare i fondamentali.
Un approfondimento sull’impugnatura
L’impugnatura è uno degli argomenti più discussi nel mondo del tiro. Probabilmente ne hai sentito parlare così tante volte che solo a sentirla nominare ti viene la nausea! Ma io voglio affrontarla comunque, perché voglio darti un punto di vista diverso. Se già hai letto alcuni dei miei articoli, avrai già notato che affronto gli argomenti da una prospettiva nuova, con l’obiettivo di fornirti strumenti pratici che possano darti un vantaggio reale.
Voglio offrirti soluzioni che possano garantirti un beneficio fisico, meccanico e persino psicologico. Sì, hai capito bene: anche psicologico. Ora ti spiego perché.
Il primo errore che ti rovina tutta la gara
Ti porto la mia esperienza, ma anche quella di tanti altri tiratori. Ti faccio una domanda: ti è mai capitato, durante l’esecuzione di uno stage in gara, di prendere la pistola in maniera non ottimale? Sono sicuro di sì. E ti sei accorto che quel piccolo errore iniziale ti ha condizionato per tutta la durata dello stage?
Ogni volta che sparavi, dovevi correggere continuamente l’allineamento delle mire, perché il rinculo e il riallineamento dell’arma non erano quelli a cui eri abituato. Questo ti portava a perdere tempo prezioso. Poi, mentre cercavi di compensare, eri costretto a concentrarti sullo scatto per non perdere troppi punti. Ma nello stesso tempo volevi accelerare, proprio perché avevi già perso tempo, e questa pressione ti portava a commettere altri errori.
Risultato? Una fatica immensa e una prestazione ben al di sotto delle tue potenzialità.
Ora capisci perché un’errata impugnatura può avere anche un effetto psicologico negativo? È un errore che ti trascini dietro per tutta la sequenza di tiro, minando la tua sicurezza e la tua concentrazione. Per questo motivo, è essenziale investire tempo ed energie nel migliorare la tua impugnatura.
Una volta stabilita una ottima presa, un ottimo grip, la mira, il controllo del rinculo-rilevamento e il susseguente riallineamento sul target diventano molto più facili.
A questo proposito, voglio citarti una frase del colonnello Jeff Cooper, il padre del tiro dinamico:
Se avessi solo dieci minuti per allenarmi al poligono, ne passerei nove ad allenare l’impugnatura.
Hai mai pensato a cosa c’è dietro le tue mani?
Eppure, tanto per fare un esempio, la maggior parte dei tiratori come arriva al poligono indossa il cinturone, mette la fondina, carica i caricatori prende la pistola e inizia a sparare, al limite si concentra solo su come posizionare le mani sulla pistola, cosa importantissima per carità, però senza considerare che le mani sono attaccate alle braccia! Le braccia sono attaccate alle spalle, e così via. Se le mani sono posizionate correttamente ma tutto il resto no, l’impugnatura risulterà comunque inefficace. Ci hai mai pensato?
Non sto dicendo che quello che fai sia sbagliato. Sto dicendo che ciò che già fai bene può essere ottimizzato con piccoli accorgimenti, dandoti un vantaggio meccanico che migliorerà notevolmente la tua performance sportiva. Ma di questo parleremo in un altro capitolo.
Concludo con una frase di Ben Stoeger: l’impugnatura? Se la sbagli sei fritto!!!









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